touch rugby irb: la rivoluzione del gioco tocca nuovi orizzonti

touch rugby irb: la rivoluzione del gioco tocca nuovi orizzonti
Touch rugby irb

Il touch rugby, noto anche come “rugby al tocco” o “touch”, è una variante del rugby che sta guadagnando sempre più popolarità in tutto il mondo. Sviluppato inizialmente come un modo per allenarsi e affinare le abilità necessarie nel rugby tradizionale, il touch rugby è presto diventato uno sport a sé stante, con regole specifiche e una sua identità. L’International Rugby Board (IRB), ora noto come World Rugby, ha riconosciuto l’importanza di questa disciplina e ha contribuito alla sua diffusione e organizzazione.

Il touch rugby si differenzia dal rugby tradizionale principalmente per il metodo di placcaggio, che viene sostituito da un semplice tocco (touch) con una o entrambe le mani su qualsiasi parte del corpo, della palla o dell’abbigliamento del portatore di palla. Ciò rende il gioco molto meno fisico e consente a persone di tutte le età e livelli di fitness di partecipare. Inoltre, la sua natura inclusiva e il minor rischio di infortuni lo rendono particolarmente adatto al gioco ricreativo e scolastico.

Le basi del touch rugby

Il touch rugby si gioca su un campo più piccolo rispetto a quello del rugby union o league, con squadre composte generalmente da sei giocatori in campo, benché le varianti con un diverso numero di partecipanti non siano rare. Una partita si svolge su due tempi, la cui durata varia in base al livello di competizione, ma solitamente è di 20 minuti per tempo.

Il gioco inizia con un “rollball”, ovvero un rovesciamento della palla con il piede, che avviene dopo che un giocatore è stato toccato. Il punto fondamentale è che, dopo il touch, la squadra in possesso della palla ha un numero limitato di touch (di solito sei) per cercare di segnare una meta prima di dover consegnare la palla all’avversario. Non ci sono calci in gioco aperto nel touch rugby, e la palla viene passata esclusivamente con le mani. Una meta si segna quando un giocatore appoggia la palla a terra oltre la linea di meta avversaria.

Le regole essenziali

Il touch rugby ha regole che incoraggiano il fair play, la velocità e la strategia. Le principali includono:

– Il “touch” deve essere minimo, ovvero non eccessivamente vigoroso.
– Non sono permessi i placcaggi, maul, ruck o scrum caratteristici del rugby tradizionale.
– I giocatori devono passare la palla all’indietro o lateralmente, e mai in avanti.
– Dopo un touch, il gioco riprende rapidamente con un rollball.
– In caso di falli, come passaggi in avanti o toccate irregolari, il gioco riprende con un “tap” da parte dell’altra squadra.

Le modalità di gioco e le strategie

Nonostante la semplicità delle regole, il touch rugby richiede agilità, velocità e coordinazione di squadra. La strategia di gioco è fondamentale, con giocatori che devono sapersi muovere in modo sincrono per creare spazi attraverso cui avanzare o per sviare la difesa avversaria. La comunicazione tra i compagni di squadra è cruciale per un’efficace esecuzione delle azioni di gioco.

Il gioco di attacco nel touch rugby punta a sfruttare la velocità e l’abilità nel passaggio dei giocatori per eludere la difesa avversaria e creare opportunità di meta. Le squadre spesso utilizzano schemi di gioco predefiniti, chiamati “moves” o “plays”, per confondere gli avversari e aprirsi varchi nella loro linea difensiva.

Le implicazioni sociali e culturali

Il touch rugby ha avuto un impatto significativo a livello sociale e culturale, contribuendo alla diffusione del rugby in paesi dove questo sport non era tradizionalmente popolare. È diventato uno strumento per promuovere l’integrazione sociale, poiché uomini e donne possono giocare insieme, e non ci sono limitazioni legate all’età o alle capacità fisiche.

Questa variante del rugby è anche utilizzata nelle scuole come mezzo per introdurre i giovani al mondo del rugby, insegnando le abilità di base in un contesto meno fisico e potenzialmente meno intimidatorio rispetto al rugby a contatto. Il touch rugby enfatizza il gioco di squadra e le abilità decisionali, aspetti che si rivelano utili anche al di fuori del campo di gioco.