Parma-Palermo 3-2: Il tris di Calaiò stordisce i rosa

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Parma-Palermo 3-2: Il tris di Calaiò stordisce i rosa

Il Palermo recupera la delicata sfida contro il Parma rinviata qualche settimana fa a causa delle avverse condizioni meteorologiche.

L’Empoli prosegue nella sua marcia inarrestabile e sembra proiettato in fuga dopo il roboante successo esterno contro il Foggia. Secondo posto che resta comunque nel mirino della compagine di Tedino.

Far punti al “Tardini” consentirebbe alla formazione rosanero di operare il tanto agognato sorpasso sul Frosinone di Longo. Anche un pari infatti, porterebbe il Palermo avanti di un’incollatura sui ciociari in virtù del computo degli scontri diretti.

Tedino rilancia dal primo minuto i big Aleesami e Nestorovski. Scelta prevedibile ed al contempo rischiosa in ragione dell’ottimo rendimento garantito nelle ultime uscite da Rolando e soprattutto dal bomber autoctono, Nino La Gumina.

Parma-Palermo 3-2: Il tris di Calaiò stordisce i rosa
Parma-Palermo 3-2: Il tris di Calaiò stordisce i rosa

Un assisti decisivo, tre gol ed un moto perpetuo tatticamente fondamentale nell’economia dello sviluppo delle trame offensive. Questo il contributo fornito nelle ultime settimane dal giovane attaccante palermitano che questa sera parte dalla panchina.

Modulo confermato dal tecnico rosanero: 3-5-1-1 con tre centrocampisti di ruolo e Coronado elastico offensivo a supporto del terminale offensivo macedone.

Pomini tra i pali, Szyminski, Struna e Rajkovic, da destra a sinistra, a comporre la linea difensiva. Rispoli ed Aleesami sulle corsie, Gnahoré-Jajalo-Murawski terzetto in linea mediana. Coronado-Nestorovski il tandem d’attacco.

D’Aversa risponde con un 4-3-3 e sceglie Siligardi e Di Gaudio larghi a sostegno dell’arciere, Emanuele Calaiò.

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Un’applicazione imperfetta della tattica del fuorigioco della retroguardia di Tedino genera il primo brivido del match: Dezi imbuca per Siligardi che sterza e calcia alto col mancino da buona posizione.

Il primo quarto d’ora denota ritmi cadenzati ed un sostanziale equilibrio.

Szyminski soffre un po’ a prendere le misure al peperino, palermitano di nascita, Di Gaudio. Il Palermo tiene il campo con discreta autorevolezza ma fluidità e rapidità nella circolazione della sfera non sono idonee a creare particolari imbarazzi alla fase di non possesso ducale. Aleesami si coordina male dal limite e calcia in modo sbilenco su invito di Rispoli.

Un sinistro a giro di Siligardi, da palla inattiva, si perde alto sopra la traversa.

Il Parma la sblocca poco dopo la mezz’ora: difesa rosanero statica e poco reattiva sull’ennesima punizione dalla trequarti, la torre di Lucarelli trova inspiegabilmente libero Calaiò che trafigge agevolmente Pomini da distanza ravvicinata. Proteste vibranti dei siciliani per una segnalazione di fuorigioco del centrale parmense dell’assistente revocata dal direttore di gara. Il nervosismo porta in dote tre gialli in un paio di minuti: Nestorovski, Pomini e Rispoli.

Coronado prova a rispondere subito ma il suo destro a giro, su imbucata di Rajkovic, non trova la porta. Il Palermo sembra in tilt sotto il profilo mentale: lo stesso centrale serbo commette un fallo ingenuo e marchiano su Munari causando un penalty che rischia di compromettere l’epilogo del match.

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Calaiò firma implacabilmente la doppietta con un’esecuzione perfetta. Nulla da fare per Pomini che aveva intuito la direzione del tiro dagli undici metri.

Clamorosa l’occasione per Nestorovski in finale di tempo: Jajalo verticalizza splendidamente per Aleesami, l’assist del norvegese è solo da spingere in rete ma il tap-in del macedone trova l’opposizione di Gagliolo.

SECONDO TEMPO –  Tedino prova a rivitalizzare i suoi inserendo La Gumina per Murawskinell’auspicio di realizzare una complicata rimonta.

Velleità rosanero subito smorzate ancora da Calaiò. Imbarazzante la staticità della linea difensiva rosa sul taglio dentro di Dezi, per l’arciere è un gioco da ragazzi firmare il tris con un tocco dolce di interno sinistro.

Quando il crollo sembra ad un passo la compagine di Tedino rialza la testa: Jajalo si inventa una giocata di grande qualità, scucchiaiata a giro alle spalle della linea difensiva crociata, e Nestorovski batte di testa Frattali.

Il Palermo ora ci crede e assedia la metà campo emiliana.

Sempre Jajalo, dominatore in zona nevralgica, ispira in verticale Gnahoré, l’assist dell’ivoriano non viene sfruttato per un soffio da La Gumina.

D’Aversa richiama in panchina Siligardi e getta nella mischia Insigne.

Il Parma soffre e tira fuori l’altro esterno offensivo: Di Gaudio lascia il posto ad Anastasio ed i ducali optano per un più accorto 3-5-2. 

Tedino cerca la freschezza sul binario mancino di Rolando in luogo di un opaco Aleesami. Struna, esausto, lascia il posto a Dawidowicz. Rajkovic assume il ruolo di centrale di regia, il subentrato lo affianca alla sua destra, Szyminski scala sul centro-sinistra.

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Il Palermo continua a mantenere pallino del gioco e supremazia territoriale, il Parma si abbassa e serra i ranghi concedendo le briciole agli uomini di Tedino.

Palermo generoso e propositivo ma non più lucido ed intenso come ad inizio ripresa. La stanchezza comincia a farsi sentire, l’inesorabile scorrere del cronometro smonta progressivamente fiducia ed energie nella compagine siciliana.

In pieno recupero, Rajkovic riaccende la luce e spaventa il Parma con un gol in girata nel cuore dell’area, movenze da bomber consumato e destro secco, imparabile per Frattali. Rosanero che fiutano l’impresa, ducali che sudano freddo.

Gli ultimi assalti non producono il clamoroso pari ma soltanto un paio di mischie furibonde risolte dal triplice fischio del direttore di gara. Palermo che mastica amaro e fallisce l’operazione sorpasso nei confronti del Frosinone.

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