Palermo-Frosinone 1-0: Rosa solidi e brillanti, l’acuto di Gnahoré stende i ciociari

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Palermo-Frosinone 1-0: Rosa solidi e brillanti, l’acuto di Gnahoré stende i ciociari

Vittoria meritata ed importantissima in chiave promozione diretta. Il Palermo si ritrova, mettendo la crisi definitivamente alle spalle nel momento più delicato della stagione. Prestazione solida, intensa e brillante. Coronado, Gnahoré e Pomini sugli scudi. La Gumina decisivo

Il Palermo indossa l’abito delle grandi occasioni e sfodera, probabilmente, la migliore prestazione stagionale nel momento topico del campionato.

La compagine di Tedino si aggiudica lo scontro diretto contro il Frosinone ottenendo una vittoria dal valore inestimabile sotto il profilo sia numerico che psicologico.

Rosanero che dimezzano il distacco dalla capolista con una gara ancora da recuperare che potrebbe addirittura consentire l’aggancio ai ciociari in caso di vittoria. Il successo del “Barbera” consegna inoltre il vantaggio nel computo degli scontri diretti agli uomini di Tedino, dettaglio non di poco conto nella probabile eventualità di un arrivo al fotofinish tra le pretendenti alla promozione diretta.

Palermo-Frosinone 1-0: Rosa solidi e brillanti, l’acuto di Gnahoré stende i ciociari
Palermo-Frosinone 1-0: Rosa solidi e brillanti, l’acuto di Gnahoré stende i ciociari

Dopo l’opaco e scadente mese di febbraio, fatta eccezione per l’acuto finale contro l’Ascoli, al Palermo va riconosciuto il merito di essersi ritrovato, sotto tutti i punti di vista, proprio in occasione dello snodo fondamentale della sua stagione.

Partita preparata perfettamente, sotto il profilo mentale, tattico e tecnico e vittoria limpidissima, che poteva certamente assumere anche proporzioni più ampie in relazione a volume di gioco ed occasioni create.

Il match l’ha deciso Eddy Gnahoré, straripante sul piano atletico, elegante e felpato nel suo incedere palla al piede, chirurgico negli inserimenti senza palla, quando è realmente in giornata.

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Sua la firma sul tabellino, ma il merito di performance e successo va certamente condiviso con numerosi altri protagonisti il cui apporto è stato decisivo.

Igor Coronado ha illuminato la scena a più riprese: partendo da mezzala e svariando su tutto il fronte offensivo ha garantito qualità in costruzione, estro e cambio di passo in rifinitura, superiorità numerica negli ultimi venti metri in cui ha saltato avversari come birilli.

Alberto Pomini ha dimostrato ancora una volta, qualora ve ne fosse bisogno, perché merita legittimamente i galloni di titolare tra i pali: sicuro e pronto nel gestire il parabile, carismatico e rassicurante nel guidare il reparto, prodigioso nel neutralizzare, con reattività da ventenne, anche ciò che sembrava, apparentemente, imparabile.

Un capitolo a parte lo merita Nino La Gumina.

Forse, oggi, per la qualità, la concretezza e la sostanza della sua prestazione, il talentuoso attaccante palermitano è diventato calcisticamente grande. Evidentemente, Nino ha giocato relativamente poco fin qui ma è davvero maturato tanto. Una crescita lenta, paziente ma costante. Bravo Tedino a capire che per attitudini ecaratteristiche, fisiche e tecniche, il palermitano ad oggi costituisce il partner ideale per Nestorovski. Dinamico e costante nel muoversi sempre senza palla, ora incrocia dietro la linea difensiva e taglia sull’esterno, ora attacca la profondità allungando la squadra. Magari non è sempre lucido e preciso nel lavorare la sfera e selezionare l’opzione di giocata più opportuna, ma il suo moto perpetuo sgrava Nestorovski dalla morsa dei centrali avversari, apre varchi da attaccare per i centrocampisti, fornisce soluzioni diverse a Coronado ed ai due esterni in proiezione offensiva. Il ragazzo ha potenzialità, talento, voglia e anche un notevole spessore caratteriale.

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Non si è abbattuto oltremodo dopo la rete fallita nel primo tempo ma anzi ha fornito l’assist decisivo a Gnahoré, percependone l’inserimento col terzo occhio in un saggio di non banale intelligenza calcistica. Superfluo sottolineare i notevoli margini di miglioramento del ragazzo in termini di malizia, struttura fisica e maturità tattica. La gara di oggi per La Gumina può però costituire un battesimo importante nel calcio che conta: è stato decisivo in una gara importante, contro un avversario forte, in un momento focale del campionato.

L’augurio è che il giovane palermitano si scrolli di dosso definitivamente l’etichetta di giovane promessa e viva tante altre giornate come questa, proficue e decisive, da giocatore vero e pronto a dare il proprio contributo per il raggiungimento di obiettivi importanti. Il ragazzo ne ha le qualità, umane e professionali, e lo meriterebbe per l’impegno e l’abnegazione che profonde ogni giorno in allenamento.

Il Palermo si è mostrato settato nella maniera migliore fin da subito: compatto, corto e aggressivo ha gestito tendenzialmente il pallino del gioco per tutto il primo tempo nell’ambito di una gara vibrante e godibile. Prima Gnahoré con un velenoso colpo di testa, quindi Nestoprovski timbrando il palo hanno fatto tremare i ciociari già nella prima frazione.

Ritmo, intensità e cattiveria erano quelle dei giorni migliori: Jajalo a schermare e dirigere i tempi in mezzo al campo, Coronado a cambiare ritmo ed accendere la luce tra le linee, Rispoli e Rolando a spingere con gamba e buona continuità sulle corsie, Gnahoré volitivo e straripante nel supporto alla manovra offensiva in percussione ed inserimento. La Gumina a muoversi su tutto il fronte per allargare ed allungare il Frosinone e provare a duettare con Nestorovski.

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Il Frosinone ripartiva e si proponeva da par suo ma il Palermo ha rischiato poco, in virtù di ordine e buone letture difensive in fase di non possesso. Quando i Ciociari hanno trovato lo specchio ci ha pensato Pomini, prima su incornata di Dionisi, quindi con una tripla strepitosa parata sul trio Ciano, Dionisi, Chibsah che ha trovato nell’estremo difensore di Tedino un muro invalicabile.

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