Palermo-Avellino 3-0 !Quando le riserve giocano meglio di….

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Calciomercato: la Sampdoria bussa al Palermo per La Gumina

Palermo-Avellino 3-0 !Quando le riserve giocano meglio di….

Sembrerà paradossale, ma in un contesto di estrema criticità, falcidiato da squalifiche ed infortuni in serie, il Palermo si compatta e ritrova vittoria ed entusiasmo.

Prova intensa, ordinata, incisiva. Decisamente convincente.

Palermo coeso, centrato e concreto.

Forse punto nell’orgoglio dalle critiche, legittime e trasversali, forse conscio che la sfida contro l’Avellinocostituisse l’ultimo vagone del convoglio che conduce direttamente in serie A.

La squadra di Tedino non ha fallito l’appuntamento della vittoria, salvando la panchina del suo tecnico e rimarcandone gli errori in termini di scelta degli interpreti, costati diversi punti nelle scorse settimane. Ogni gara fa storia a sé, senza ombra di dubbio. L’avversario visto oggi al “Barbera” non era irresistibile, specie per quanto concerne meccanismi e tenuta difensiva.

Tuttavia è altrettanto inconfutabile che chi ha visto meno il campo nell’ultimo tribolato frangente, oggi è risultato decisivo ai fini del successo finale.

Probabilmente, l’emergenza infortuni, relativamente al reparto offensivo, ha suggerito a Tedino le soluzioni più opportune da adottare in questa fase cruciale della stagione.

La Gumina ha raccolto, senza colpo perire, lo scettro dell’infortunato Nestorovski, siglando il gol del raddoppio da bomber consumato, procurandosi il secondo rigore del match, conferendo dinamismo e profondità alla manovra offensiva.

Trajkovski ha finalmente fornito una performance intensa e vigorosa, spostando gli equilibri con il talento di cui dispone e dovrebbe regolarmente fare la differenza in questa categoria. Talento indubbio, troppo spesso annacquato da indolenza e discontinuità.

Anche Chochev, responsabilizzato dall’assenza di Jajalo e Gnahorê in mezzo al campo, ha denotato grossi progressi in termini di condizione atletica, risultando prezioso sia in interdizione che in cucitura della manovra. Molto bene anche Murawski, tignoso ed al contempo lucido, fin quando un problema al ginocchio l’ha costretto a lasciare il campo.

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La difesa ha ballato un po’ troppo, ma l’Avellino non è mai stato in grado di sfruttare con concretezza e cinismo le numerose chance avute nel corso della gara.

Il Palermo è oggettivamente stato sempre stato in pieno controllo del match.

L’approccio alla gara è stato tarato in modo idoneo sotto il profilo nervoso e motivazionale. Attenzione, intensità e determinazione fin da subito.

L’importanza della presenza in campo di due leader, tecnici e carismatici, come Bellusci e Rajkovic ha certamente avuto un riverbero significativo su tutta la squadra.

Impiegarli dal primo minuto, vista la delicatezza degli infortuni muscolari occorsi ad entrambi, era un rischio pesante ma quasi obbligato, in ragione del momento della squadra e dell’importanza della partita. Purtroppo, l’ex Leeds ha pagato il suo eccesso di generosità, lasciando il campo nell’intervallo a causa del prevedibile riacutizzarsi del problema.

Tuttavia, la sua voglia di stringere i denti ed andare in campo a tutti i costi, in un frangente complesso e focale della stagione, è assolutamente degna di encomio. Esempio contagioso e lodevole, da seguire, che ha lasciato un segno significativo, un input di adrenalina e senso di responsabilità metabolizzato al meglio da tutti gli effettivi nello spogliatoio.

Seguire Bellusci, già fuori dalla contesa nel corso della ripresa, dispensare urla, richiami ed indicazioni ai compagni dalla panchina è stato uno spettacolo nello spettacolo.

Il Palermo alto, corto e aggressivo dei primi minuti ha fatto subito ben sperare. Il forcing avvolgente che ha attanagliato gli irpini in avvio è stato premiato dal rigore apripista, trattenuta vistosa su Rispoli, trasformato con qualche tentennamento da Coronado.

Paradossalmente, dopo il vantaggio i rosa hanno vissuto la fase più complicata di una partita che hanno vinto in modo piuttosto netto ed inappellabile.

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Solito vezzo speculativo, calo di tensione e baricentro. Gestione passiva ma un po’ troppo morbida del vantaggio. Stavolta, l’imprecisione e la scarsa lucidità degli uomini di Foscarini hanno evitato guai peggiori.  Gavazzi, Di Tacchio, Ardemagni, su uscita ballerina di Pomini, con Rajkovic provvidenziale a salvare sulla linea.

Brutto quarto d’ora per la squadra di Tedino. Superato, fortunatamente, senza conseguenze.

Dopo l’intervallo, Accardi ha rilevato Bellusci, prendendo posto sul centro destra della linea difensiva.

La ripresa è filata via liscia. Ci ha pensato un redivivo Trajkovski a confezionare un assist al bacio per un La Gumina elettrico ed implacabile.

Il macedone si ricorda di essere un calciatore di statura tecnica notevole per la categoria: dribbling secco sulla trequarti e splendida verticalizzazione sul taglio di La Gumina, il bomber palermitano calcia in corsa con ferocia e buca Lezzerini sul primo palo. Azione di buona fattura che vale il raddoppio e mette la gara in discesa per i rosa.

Il doppio vantaggio sgrava la mente degli uomini di Tedino da tensioni e pressioni accumulate alla vigilia. Ne beneficiano fluidità della manovra e qualità delle giocate, grazie anche ai maggiori spazi concessi da un Avellino proteso in avanti alla ricerca di un gol che possa riaprire il match. Foscarini gioca il tutto per tutto: fuori Laverone dentro Asencio. Pomini si oppone d’istinto, in due tempi, all’incornata di Ardemagni. Ancora il centravanti irpino attacca bene la profondità ma calcia a lato da posizione defilata.

La sorte si accanisce inesorabilmente sulla compagine rosanero: Murawski, in seguito ad un contrasto, è costretto a lasciare il campo per un problema al ginocchio. Lo rileva Fiordilino.

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La Gumina si guadagna un altro penalty, entrata in ritardo di Morero, che Trajkovski trasforma, coronando una prestazione personale finalmente convincente.

La gara di fatto si conclude qui. Il Palermo, torna al successo, tiene il passo del Parma, in attesa del big match di lunedì che vedrà di fronte Frosinone ed Empoli. Ciociari momentaneamente scavalcati dai rosanero in classifica.

Il tandem offensivo composto dal macedone e dal bomber autoctono ha confermato di essere profondamente complementare e funzionale alla tessitura della manovra.

La Gumina ha conferito profondità, garantito dinamismo ed aperto spazi invitanti.

Trajkovski ha spaziato su tutto il fronte, fornendo superiorità numerica, qualità e cambio di passo tra le linee.

La fase offensiva della compagine di Tedino ha avuto così maggiori opzioni e canali di sfogo.

Non solo ampiezza, garantita da un Rispoli volitivo e in buona giornata ( non altrettanto Aleesami) ma anche verticalità e buoni fraseggi sullo stretto.

Coronado, pesante il cartellino giallo rimediato oggi che lo costringerà a saltare la trasferta di Venezia, sembra avere maggiore affinità, per caratteristiche tecniche e concezione calcistica, con i due  titolari odierni nel reparto offensivo. I quali denotano, al netto dei valori assoluti, una condizione di forma ed una vivacità ben diversa dall’ultimo Nestorovski. Probabilmente, per caratteristiche tecniche e peculiari, anche una maggiore predisposizione e naturalezza nell’interpretare il verbo calcistico di Tedino.

La strada verso la promozione diretta è ancora lunga e irta di insidie. Ma il successo contro gli irpini ha un valore inestimabile sia sul piano numerico che psicologico. In attesa di buone notizie dallo Stirpe, Tedino tira un sospiro di sollievo, salva la panchina e trae da questa sfida indicazioni esplicite ed illuminanti di cui non potrà non tener conto in futuro.

 

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