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» » » » Caro Zamparini...Forse Il reato più grave è aver tradito il popolo palermitano

l mio pensiero vola, ritorna a quella sera in cui Palermo arrivò ad un passo da un sogno. Sono vivi ancora quei frames con le lacrime di Delio Rossi, di capitan Miccoli, le bandiere ammainate ma la testa alta, per chi aveva sfiorato un traguardo storico, tenendo testa ai blasonati avversari.

Poi tutto cambiò. Una parabola discendente senza fine che ci fece sprofondare in un vortice senza fine. E quando si pensava di essere giunti al punto più basso, magari sbattendo, facendosi male, ma risalendo pian piano la china, ecco che il fondo si riapre e si intravede l'inferno.


Da sempre si dice: "una città come Palermo, merita di più..."
Capitale della cultura, piena zeppa di arte, con un clima paradisiaco, ma a cui l'attualità dà pochi spiragli di luce: uno di questi è il calcio, che non merita "il top" per grazia ricevuta. Forse qualche decennio fa poteva essere così, ma in questo grande business non conta più essere una metropoli, ma avere tanti, tantissimi soldi.

Chi ha preso per mano il Palermo nel 2002, forse inconsapevolmente, aveva ridato dignità e speranza a questo luogo, in cui "non cresce nè erba e mancu travagghiu" ma che in cui si sovvertiva tutto guardando l'erba del Barbera.

"Zamparini sindaco", "Zamparini superman", il terzo eroe dopo Falcone e Borsellino, colui che faceva sentire il tifoso palermitano orgoglioso per i risultati sul campo ma non solo: questo era Zamparini, l'imprenditore "pulito", mai inquisito; colui che ogni anno vendeva sì qualche "pezzo pregiato" ma che riusciva sempre a tenere i bilanci del club di viale del fante a posto, al contrario di altre società, anche big, con migliaia e migliaia di debiti.

Quanto orgoglio in quegli anni, quando la Lazio, la Roma, la Fiorentina, il Napoli, il Parma, il Catania, il Messina, la Reggina e tante altre "soffrivano", "arrancavano", e noi avevamo la "fortuna" di avere un "friulano" tutto d'un pezzo che ci gestiva.
Ma adesso l'inferno è lì, a due passi. Il Palermo potrebbe fallire per la terza volta nella sua storia, rischiando di perdere anche il titolo sportivo, visto che con i reati ipotizzati sarebbe stata raggirata anche la covisoc, ovvero la commissione preposta al monitoraggio della situazione economico-finanziaria delle società calcistiche professionistiche.

Cos'è accaduto? Tutto è davvero mutato o è sempre stato così e le fette di prosciutto ci hanno accecati?

Se tutto venisse confermato il 7 dicembre (ma gira voce che tutto potrebbe essere rimandato perché gli avvocati del patron di viale del fante non sarebbero ancora pronti, ndr) e se la difesa di Zamparini dovesse rivelarsi un flop, Zamparini si rivelerebbe un grande bluff, il peggiore presidente che il Palermo abbia mai avuto nella sua storia.

Un patron che ha fatto del Palermo solo ed esclusivamente un "interesse personale", colui che, a parte qualche sentimentalismo dell'ultima ora, non ha mai esternato amore per i colori rosanero, quello che si è nutrito di plusvalenzesenza ritegno nei confronti di una città "martoriata" da pene e dolori che lo aveva accolto come il Messia e a cui oggi verrebbe data la punizione più amara per la sola colpa di avere avuto fiducia.

La radiazione, ancora una volta, un colpo al cuore della città.

Se tutto ciò fosse vero, la Palermo sportiva, ma anche quella che non ama il calcio, dovrebbe sentirsi tradita, umiliata, indignata, defraudata, spogliata, mortificata, perché ai sei capi di accusa (appropriazione indebita, riciclaggio, autoriciclaggio, impiego di proventi di origine illecita, sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte e falso in bilancio aggravato dalla transnazionalità) se ne aggiungerebbe uno molto più grave: distruzione di massa di una passione, con l'aggravante del tradimento della fiducia di un intero popolo. Imperdonabile.


di Michele Sardo via www.forzapalermo.it


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