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» » » Palermo: fissata la prima udienza per L' istanza di fallimento. Ecco cosa accadrà adesso

A questa conclusione è arrivata la Procura di Palermo che ha presentato istanza di fallimento della società di viale del Fante. Un’indagine lunga sette mesi, durante i quali le Fiamme Gialle e, di recente, due esperti della Price waterhouse, incaricati dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca e dai sostituti Francesca Dessì, Andrea Fusco e Dario Scaletta, hanno analizzato migliaia di documenti sugli ultimi anni di gestione di Maurizio Zamparini.

La serie di reati ipotizzati a carico del patron friulano e degli altri sette soggetti indagati è copiosa ed articolata; accuse alle quali la società potrà replicare per evitare un eventuale crac. E’ stata fissata, infatti, la data dell’udienza in tribunale, programmata per il prossimo 7 dicembre 2017. Il giudice delegato – come informa l’edizione odierna del ‘Giornale di Sicilia’ – è Giuseppe Sidoti; la decisione del collegio presieduto da Giovanni D’Antoni potrebbe arrivare, invece, entro Natale. In questa fase, dunque, Zamparini ed il nuovo presidente, Giovanni Giammarva, potranno presentare le proprie controdeduzioni.
Il provvedimento adesso è stato notificato anche al club in via ufficiale tramite posta elettronica certificata. L’udienza pre fallimentare si terrà davanti ad un collegio di tre giudici che al termine deciderà se respingere l’istanza di fallimento o aprire la procedura fallimentare vera a propria.
Fino alla data dell’udienza il Palermo può depositare documenti e memorie a sua difesa, per dimostrare oggettivamente solidità e solvibilità del club. Durante l’iter procedurale, ogni operazione finanziaria del club sarà ovviamente sotto le lente di ingrandimento per verificare se possa essere di nocumento ai creditori o inficiare l’attività giudiziaria. Nel caso in cui il collegio reputi che vi siano i presupposti per accogliere l’istanza di fallimento del club a rischiare, secondo quanto riportato dal noto quotidiano regionale, sarebbero tutti gli attuali indagati sui quali potrebbe pendere l’accusa di bancarotta fraudolenta.
I reati ipotizzati sono falso in bilancio aggravato dalla transnazionalità, appropriazione indebita, riciclaggio commesso in Italia e all’estero, autoriciclaggio, ma anche violazioni fiscali e tributarie e favoreggiamento. Ricordiamo, inoltre, che oltre al patron Maurizio Zamparini ed al figlio Diego Paolo, rientrano nell’indagine anche i commercialisti Anastasio Morosi di Gallarate, Domenico Scarfò di Celle di Bulgheria, Rossano Ruggeri di Cremona, la segretaria di Zamparini, Alessandra Bonometti, il presidente e il consigliere delegato di Alyssa, Luc Braun e Jean Marie Poos, di nazionalità belga il primo e lussemburghese il secondo.
Mediagol.it

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