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» » » Palermo-Virtus Francavilla 5-0: i rosa dominano e passano il turno. Il commento

Nel secondo turno di Tim Cup la Virtus Francavilla non costituiva sulla carta un ostacolo insormontabile ma le incognite che avversavano la vigilia erano molteplici. Remore sia tecniche che psicologiche che avrebbero potuto complicare non poco l’impegno della compagine rosanero.
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Dopo un avvio comprensibilmente contratto, il Palermo è cresciuto alla distanza finendo per divorare il pur modesto avversario. Il 3-4-21 proposta da Tedino non propone particolari sorprese tra gli interpreti. Posavec tra i pali, Cionek, Struna e Bellusci a comporre il terzetto difensivo, Jajalo e Chochev tandem di interni, Morganella- Aleesami cursori sulle fasce. Coronado e Trajkovski a supporto di Nestorovski. Dieci minuti di studio poi Nestorovski scalda le mani ad Albertazzi su invito di Coronado. Brasiliano ex Trapani sugli scudi un minuto dopo: assist che premia l’inserimento di Trajkovski e vantaggio firmato dal macedone. Gol che sblocca mentalmente i rosa capaci di generare poco dopo una tripla occasione nella stessa trama: prodigioso Albertazzi che si oppone ancora allo scatenato Trajkovski ed al doppio conseguente tentativo di Nestorovski.
La manovra rosa è lineare ed ordinata, un pizzico scolastica ma apprezzabile la propensione a giocare sempre palla a terra. Coronado e Trajkovski sono gli elementi chiave in sede di rifinitura: bravi a venire incontro per elòevare pensiero e qualità del fraseggio, altrettanto a tagliare alle spalle della linea difensiva per andare a finalizzare. Lo stesso Trajkovski, in serata di grazia, capitalizza di testa un cross coi giri giusti di Morganella regalando il doppio vantaggio nel recupero della prima frazione. Rivedibile, per adottare un eufemismo, la difesa pugliese. Buona la spinta sulle corsie, con Morganella apparso più esplosivo e continuo rispetto ad un Aleesami che ha fatto un po’ fatica nella prima frazione in entrambe le fasi, crescendo nella ripresa.
Secondo tempo in cui il Palermo ha maramaldeggiato sulle ali dell’entusiasmo e sull’imbarazzo palese di un contendente marcatamente inferiore sul piano tecnico. Quando sono venute meno energie e distanze tra i reparti, per la Virtus di D’Agostino è stata notte fonda. Così il povero Albertazzi  ha visto arrivare i rosa un po’ da tutte le parti: prima ci ha provato Chochev, quindi sottomisura Nestorovski ha fallito un’occasione piuttosto ghiotta. Trakjovski ha danzato tonico in serpentina tra  le maglie pugliesi siglando con un destro in diagonale la personale tripletta. Aleesami ha calato il poker chiudendo un perfetto uno-due con Jajalo.
Muravski ha bagnato il suo esordio in Italia con un lesto tap-in raccogliendo la respinta del portiere pugliese su destro a giro di La Gumina. La girandola di cambi nella ripresa non ha prodotto scompensi nel dispositivo di Tedino: Accardi ha fatto il suo in luogo di Bellusci, Muravski e Coronado sono entrati con l’argento vivo addosso, non facendo rimpiangere, quanto meno sul piano del dinamismo e della pericolosità Coronado ed il mattatore Trajkovski. Piccolo neo l’errore  dal dischetto di La Gumina che spreca un penalty da lui stesso procurato.
Test di attendibilità relativa visto la statura dell’avversario ma la squadra ha mostrato identità ed impianto di gioco tangibile con  sincronismi discretamente oleati e trame di pregevole fattura in fase offensiva. Prosegue il cammino in Tim Cup e cresce piano la fiducia in seno al gruppo di Tedino, nella piena consapevolezza che il campionato cadetto presenterà ben altro livello di criticità.

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