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» » Paul Baccaglini: “Consulenti slavi e Zamparini appartengono al passato. Calciomercato e Palermo del futuro…”

Un’ora in cui Paul Baccaglini ha affrontato un po’ tutte le tematiche che lo riguardano.
Il nuovo presidente del Palermo si è aperto questo pomeriggio alle domande dei tifosi. Le risposte? Abbastanza evasive, specialmente quando vi è da scavare all’interno dei dati sensibili che riguardano i nomi degli investitori che sono e saranno dietro all’ex Iena“Se c’è Zamparini dietro a me? No, Zamparini è… di lato. E’ diventato un mio collaboratore per ciò che riguarda il Palermo Calcio – ha premesso Baccaglini a ‘La Repubblica‘ -. Il Gruppo Zamparini è un gruppo immenso, con lui lavoro da mesi per trovare un accordo di riorganizzazione del suo patrimonio. Il Palermo Calcio rappresenta la punta di diamante del suo gruppo. Io ci ho messo la faccia, l’entusiasmo e credo che scetticismo e misteri piano piano verranno dissipati. Io tengo a precisare che il Palermo Calcio sarà mio e solo mio, non c’entra Zamparini. Il miglior modo per ricreare il Palermo 2.0 era che io rilevassi la società al 100%: aspettiamo di percorrere tutte le tappe burocratiche per il passaggio di proprietà“.
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I tifosi gli chiedono se ha effettivamente i soldi per il Palermo: “Sì, certo che ce li ho. Mi fa piacere poter chiarire con voi tutti: dobbiamo sfatare il mito di come si compra una squadra di calcio. Una società ha molte più varianti: ci sono bilanci, contratti e tutta una serie di ‘set up’… è giusto semplificare certi concetti, ma si corre il rischio di far confusione. Una società di calcio non è una scatola che ha un prezzo: il compratore ha a disposizione delle strutture alternative che permettono degli investimenti solidi, ma nuovi. E’ un po’ la differenza tra il primo telefono e lo smartphone di oggi. Questa mia operazione passa da diverse tappe: ai palermitani daremo tutte le certezze che vogliono. Un giorno capiterà che il modello che stiamo improntando nel Palermo, poi verrà copiato e imitato dal resto del movimento calcistico“.
“Il 30 aprile saprete chi vi sarà oltre me al Palermo? Sì, avrete un nome: Paul Baccaglini. Solo questo. I nostri clienti saranno sempre coperti da confidenzialità, è sbagliato pensare che delle persone mi stanno dando dei soldi per comprare il Palermo. E’ un nuovo modo di fare finanza – ribadisce Baccaglini -. Cosa accadrà con la Force India? Io parlo molto dell’internazionalità del brand: non siamo nati ieri e abbiamo un piano. Vedrete. La mia sarà tutta una truffa tributaria? Ah ah – si fa scappare una risata, il nuovo numero uno del club rosanero -. Noi abbiamo dato delle garanzie e abbiamo delle scadenze. Se entro il 30 aprile non acquisisco il 100% delle azioni? Io sono molto tranquillo, poi se capiterà qualcosa, lo spiegherò in prima persona, però secondo i nostri calcoli tutto filerà liscio. Zamparini può riprendersi tutto se vuole? No, assolutamente. Per contratto non può“, ha proseguito.
“Nestorovski rappresenta la mentalità vincente del mio Palermo del futuro. Con i fatti ha sovvertito ogni pronostico e ha superato lo scetticismo. Io oggi vi dico che crediamo in lui, tant’è che abbiamo respinto al mittente l’offerta di 20 milioni dalla Cina“, ha detto Baccaglini.
“Però il mondo del calcio ha tutta una serie di interessi collaterali che non mi permettono a volte di tenermi stretto il calciatore a ogni costo. Io sto parlando con tutti i calciatori e anche con Nestorovski. Dovrà essere anche una sua volontà – ha aggiunto -. I consulenti slavi di Zamparini? Zamparini è uscito dal Palermo Calcio, però è ovvio che ognuno di noi ha un’opinione sul calcio. Lui ha fatto per 30 anni il presidente di calcio e ha ottenuto anche dei risultati importanti in passato. A lui a volte chiederò consigli, ma non può mettere becco, perché sono io che decido se dargli ascolto. Per quanto riguarda Lopez, non l’ho ascoltato, altrimenti già avremmo cambiato allenatore. I consulenti slavi fanno parte del passato, fanno parte delle amicizie di Zamparini. Se non c’è Zamparini, è implicito che loro non ci saranno. Riportare Gilardino? Chi ha vissuto le vicende del Palermo dell’anno scorso, me ne parla benissimo. Nella dinamica dello spogliatoio, la figura dei veterani è importante. Purtroppo ci mancano un po’ questi giocatori, ma Gilardino non è nelle nostre priorità“.
“Claudio Ranieri al Palermo? Questo è il bello dell’immediatezza del calcio. Non ho mai avuto contatti con lui, lo stimo e lo apprezzo: ha fatto qualcosa di clamoroso con il Leicester. Noi saremo sempre trasparenti: anziché far parlare i rumors, nel momento in cui ci saranno trattative lo comunicheremo ai tifosi. Escludere totalmente che Ranieri sarà l’allenatore dell’anno prossimo? Oggi escludo, ma non si può mai escludere in senso assoluto. Ad oggi, smentisco qualsiasi contatto con Ranieri“, le parole di Baccaglini.
“Giusto confermare Diego Lopez? Sì,le sconfitte non sono arrivate per colpa sua. E’ molto competente e conosce il calcio, però sono i ragazzi che entrano in campo. A Udine ho visto qualcuno che forse non merita di indossare la maglia del Palermo. Nello sport i risultati non vengono decisi a tavolini, ma questi sono dovuti alla determinazione, al cuore che pompa sangue ai muscoli. Non è questione di tecnica, ma di voglia. Intanto li difendo perché sono i nostri giocatori, però una passeggiata per Palermo farebbe capir loro qual è l’atteggiamento da assumere in campo
“Ieri – aggiunge – ho parlato del settore giovanile con Baccin: i giovani sono un pilastro della nostra società. Noi vogliamo valorizzare questo aspetto. La Prima Squadra sposerà l’idea di valorizzare i giovani, quando lo meriteranno. Baccin resterà? Baccin è il nostro Nestorovski. Se Nestorovski lo abbiamo convinto a restare, Baccin lo stiamo convincendo (ride, ndr)”.
“Io sono sereno, tranquillo. Credetemi, reggere il peso di metterci la faccia non è semplice. Non posso chiedere ai palermitani di essere sereni subito, ma li conquisterò a poco a poco. Se io ci sto mettendo la faccia, è perché ho valutato anche le conseguenze. Se dovesse andar male, so che non potrei andare in giro. Se sto affrontando questa sfida con serenità vuol dire che abbiamo importanti certezze. Un eventuale ritorno di Miccoli? Fabrizio rappresenta una figura molto importante per Palermo, anche se ha avuto degli alti e dei bassi. Lo dico senza alcun giudizio sul piano umano e sportivo: noi siamo disposti al dialogo con tutti, però il dialogo non equivale per forza a collaborazione sicura. La Champions League? Promettere una cosa così importante senza avere basi certe per poterlo promettere, sarebbe un errore. Io vorrei poterlo fare, vorrei dire ‘Champions tra tre anni’, ma oggi non si può dire. Magari a poco a poco capiremo di avere delle certezze che mi inducano a sbilanciarmi. Palermo è una piazza straordinaria: i tifosi mi hanno sorpreso perché a loro interessa la trasparenza del progetto, al di là dei risultati. Con Schillaci c’è un dialogo in potenza e non ancora in atto. Cambiare il logo? So che quello che ho tatuato è un logo abbastanza amato dai tifosi. Vedremo, ci sono tanti passaggi burocratici. Prendere un portiere svincolato? Ci sono dei dialoghi e mi fermo qui. Pezzella e Lo Faso devono giocare di più? Sono dei giovani interessanti, però le scelte spettano a Diego Lopez”, ha detto Baccaglini
“Lo stadio? Palermo è un’opportunità incredibile per noi: rappresenta una tappa fondamentale per quel che riguarda la programmazione degli eventi. Lo stadio può essere anche infrastruttura che permetta a grandi organizzazioni musicali di portare artisti e quant’altro. Se ho già in mente qualche nome? Sì, ma ancora nulla di ufficiale“, ha detto Baccaglini.
“I tifosi vogliono sapere quanto investiremo? Ok, capisco questa curiosità, però concentrarci sui numeri crea delle aspettative su quei numeri. A volte non si conoscono tutte le dinamiche del calcio e del business. Se io dico ai tifosi che spenderemo, ad esempio, 10 milioni, se poi vai oltre o ti fermi prima dei 10 milioni, è come se li stessi illudendo. Io sto chiedendo una fiducia al buio? Beh, forse in penombra. In questi mesi, nella trattativa con Zamparini, si sono poste le basi gradualmente: Zamparini non ha sbattuto la testa e mi ha dato il Palermo. Già la persona che mi doveva dare fiducia, Zamparini, me l’ha data. Io credo che per ora dobbiamo proseguire a tappe. Ad oggi, quello che posso dire è che vogliamo una squadra che rappresenti la mentalità vincente che intendiamo improntare – ha proseguito -. Si parla molto del brand Palermo, la ‘figata’ del Palermo Calcio è che non bisogna inventarsi nulla affinché sia commercialmente forte. Ci sono tanti siciliani, tanti palermitani all’estero: io sono cresciuto in America, quando senti un ragazzo siciliano di seconda o terza generazione parlare della Sicilia, avverti qualcosa di magico. Io non voglio speculare sui sentimenti, ma voglio portar loro i colori rosanero, per sentirci tutti una grande famiglia. Da qui nascono tante iniziative trasversali e che vanno oltre il campo di gioco. I tifosi del Palermo sanno riempire lo stadio ma lo sanno anche svuotare? Io non vedo l’ora di rivedere lo stadio interamente rosanero. Adesso stiamo cercando di entrare nelle case dei palermitani. Ieri, piccola parentesi, mi sono venuti i brividi quando i palermitani hanno intonato l’inno di Mameli. La civiltà dei palermitani mi ha davvero fatto commuovere, perché intanto veniva interrotta la partita per il lancio di petardi e fumogeni”.
mediagol.it

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